Arte in famiglia n. 2 dipinti di Alessandro Kokocinski e Maya Kokocinski Molero

Ed eccomi qua, in questo mio cammino terreno, con un bagaglio di sentimenti e debolezze cominciò il mio atavico deambulare per questo mondo, ora in circhi, ora in viaggi avventurosi che mi portarono ai quattro punti cardinali della terra. Cercando una patria che non trovo vorrei concepirla, vorrei crearla, visualizzarla, e questo che mi ha spinto verso l'arte, e in questa condizione ho avuto un bellissimo destino tragico e felice. Di crescere e formarmi nella dura accademia della vita. Concedendomi anima e corpo al demone dell'azione creativa, testimone del nostro tempo da perfetto apolide…
Io sono il mio proprio cielo.
Io sono il mio proprio inferno.

Alessandro Kokocinski

Il Comune di Cento e l'Associazione Museo Sandro Parmeggiani presentano le mostre "La Trasfigurazione – opere di Alessandro Kokocinski" e "Arte in famiglia n. 2",dipinti di Alessandro Kokocinski e Maya Kokocinski Molero, allestite rispettivamente in Galleria d'Arte Moderna A. Bonzagni e al Museo Sandro Parmeggiani di Renazzo dal 24 gennaio al 29 marzo 2009.

Le mostre, promosse alla memoria del compianto Assessore alle Attività Museali Maria Censi che le ideò e progettò, presentano due artisti di grande spessore, padre e figlia, uniti da particolare talento e da una grande passione per l'Arte.

Alessandro Kokocinski è ritenuto uno dei più interessanti artisti di questi ultimi tempi:  poliedrica figura di pittore-scultore-disegnatore, Kokocinski nella vita ha davvero vissuto ogni tipo di esperienza. Nato a Porto Recanati nel 1948 da madre russa e padre polacco scampati per miracolo ai campi di concentramento, ha trascorso l'infanzia in Brasile nella foresta dell'Iguazu vivendo i suoi primi anni tra gli indiani Guarani, e poi in Argentina. La sua giovane mano riprendeva le emozioni e la bellezza di quei posti e di quelle esperienze. Nei primi anni '60 a Buenos Aires entra a far parte del fantastico mondo circense come acrobata con i cavalli e inizia a viaggiare per l'America Latina conoscendo i più grandi artisti circensi tra cui Popov. Tornato a Buenos Aires arricchisce la sua arte lavorando come scenografo teatrale, ma la persecuzione militare argentina lo costringe a rifugiarsi a Santiago del Cile (1969), dove espone disegni di chiara denuncia politica (le sue opere si trovano presso il Museo d'Arte Moderna di Santiago). Alla caduta del governo Allende, Kokocinski si trova già in Europa, a Roma, dove è accolto da intellettuali come Rafael Alberti, Alberto Moravia, Carlo Levi ed altri.

"La Trasfigurazione" è il titolo della mostra che rispecchia anche tutta l'esistenza di Kokocinski, avventurosa e pericolosa, promanando quello spirito apocalittico e rabbioso che rende questo artista una figura unica nel panorama artistico contemporaneo. Artista senza patria e senza sosta, cittadino del mondo e solitario individualista, Kokocinski ha progressivamente sviluppato una acuta coscienza morale che lo rende, nello stesso momento, coinvolto fino all'estremo e aristocraticamente distaccato rispetto alla materia che tratta. Ha raggiunto, in questa fase di piena maturità, un approccio alla sua arte che è sconcertante per assenza assoluta di qualunque forma di edonismo e, tuttavia, attentissimo alla più alta qualità della "fabbricazione". Kokocinski ha, così, deciso di affrontare un autentico "corpo a corpo" con le sue opere, che sembrano tanti figli, adorati e massacrati nel contempo.

I suoi personaggi, che appaiono sfigurati da una forza che li squassa e li trascina come anime dantesche, ritornano in questa esposizione, una specie di poema demoniaco costruito con gli strumenti della paura e della disperazione. Osservando le sue creazioni si nota un annullamento dei limiti delle consuete tecniche di esecuzione, a vantaggio dell'emotività pura. Ecco che allora emergono le angosce di un'umanità perseguitata, i fantasmi visionari dell'esistenza e gli affetti in cui si crede. Tutto questo percorso traspare dai lavori esposti nella mostra In Galleria d'Arte Moderna Bonzagni: figure di bambini che giocano a rincorrersi con la Morte, scheletri incombenti su tutte le figure umane, corpi sofferenti e dilaniati. Proprio questo è il punto. La Trasfigurazione sta proprio lì. Ne è esempio l'installazione – a metà del polittico, la scenografia teatrale e la scultura – che si trova al centro dell'esposizione: un Cristo povero, sofferente e lacero, circondato dalle personificazioni dei mali dell'umanità.

Presso il Museo Sandro Parmeggiani di Renazzo, all'interno della mostra "Arte in Famiglia n. 2" trovano invece collocazione gli oli realizzati dal Maestro e dalla figlia Maya, che cresciuta in una famiglia di artisti – la madre, Prudencia Molero, è un'attrice argentina – respira arte fin dalla più tenera infanzia anche se i suoi interessi sembrano inizialmente indirizzarsi verso archeologia, psicologia e paleontologia. Un anno sabbatico a Londra prima dell'università le apre gli occhi sulla sua vera vocazione per l'arte. La formazione accademica londinese non la convince però a pieno, come non crede che l'arte debba ripartire da zero, dimenticando il passato. Riscopre le sue radici, la pittura dei maestri, l'architettura italiana, la passione per la tecnica tradizionale e, da artista concettuale, diventa pittrice. Il suo interesse si concentra sull'essere umano: visi, corpi, ritratti, sguardi. Non sono rappresentazioni iper-realistiche, ma piuttosto analisi psicologiche, specchio di sentimenti ed inquietudini esistenziali.

Accanto all'universo pittorico di Maya si scopre anche in questo campo il talento del padre Alessandro, la cui pittura d'un realismo visionario e accattivante, assomma il mondo fantastico russo, la passione e il realismo sudamericano e il fascino luministico secentesco italiano. Forse proprio da questo caleidoscopio di culture e di vocazioni etico-sentimentali è nata la prospettiva fantastica, insieme allucinata e sapiente, la pittura tutta fuga e tutta compendiata energia che ormai da tempo la critica ammira senza riserve; ma che piace, per la misteriosa tensione che sorprende e coinvolge, anche ai non addetti ai lavori.

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